
Io francamente non capisco, e quando non capisco cerco il dialogo o perlomeno cerco di capire, qundi chiedo vivamente a tutti coloro che mi leggono di aiutarmi. Qualche giorno fa ho pubblicato su questo blog una lettera indirizzata allo stilista Cesare Paciotti poiché sono stata invitata come blogger a una sua presentazione in show room, ma una volta chiesto di poter fotografare i prodotti mi è stato detto che lo stilista non desiderava quel tipo di comunicazione. Pensavo che nel mondo della moda in Italia, quello di Paciotti fosse un caso isolato e invece ho scoperto, con mio grande rammarico che non è così. La scorsa settimana, come avrete potuto vedere, sono stata in Montenapo a Milano per fotografare alcune boutique che hanno aderito all’evento organizzato GUGLIELMO MIANI - presidente dell’associazione della via – per questo blog. Ho avuto adesioni da LOUIS VUITTON, CARTIER, AUDEMARS PIGUET, CORNELIANI, ALBERTA FERRETTI e ROSATO. Avrei potuto fare un salto anche da VERSACE perché mi avrebbero fatto realizzare gli scatti, idem posso dire di LARUSMIANI – per cui avevo già realizzato, tra l’altro, delle foto -. Queste foto non ci sono perché non ce l’ho fatta materialmente, cercherò di rimediare in futuro. Tuttavia sono rimasta colpita dalla scelta di tre brand internazionali di non consentirmi di realizzare scatti: GUCCI, ARMANI e PRADA. Tre gruppi capitanati da designer e imprenditori - nel secondo e terzo caso – italiani, che ammettono l’entrata dei blogger, salvo però poi, non consentire loro di fare il loro lavoro.
Questa è una scelta che non capisco. E non parlo da neofita. Tutt’altro. Il mio vero lavoro è quello di giornalista di marketing e comunicazione, ho pubblicato anche dei libri e dei saggi, per cui un pochino ci capisco in materia.
Se fosse per motivi di sicurezza nei riguardi di chi copia i prodotti, allora le borse di questi brand non dovrebbero comparire nemmeno nelle campagne pubblicitarie o sui redazionali nei magazine. Ma ciò, invece, accade.
L’unica spiegazione che mi posso dare è che queste aziende vogliono avere il controllo totale delle news che escono su di loro e della loro immagine. Il mio blog, come potete vedere, non ha pianificazioni pubblicitarie – fortunatamente ho un lavoro per cui posso scrivere per me stessa anche gratis – per questo motivo, in generale, le aziende non possono intervenire più di tanto dettando linee di comunicazione – cosa che nei giornali succede, tanto che quando si parla male di qualche stilista, spesso minacciano di togliere la pubblicità e a volte lo fanno veramente -.
Però questo atteggiamento mi puzza anche di provincialismo: se date un’occhiata ad alcuni blog americani come Fashionista, piuttosto che TheSartorialist o Garance Doré, vedrete che pubblicano immagini realizzate da loro alle sfilate. Questo garantisce una visione alternativa, diversa – le foto sui giornali, spesso, sono uguali ad altre e annoiano – e creativa della moda.
Ma alcuni nostri stilisti continuano a non capirlo. Preferiscono far realizzare solamente delle foto da fotografi accreditati e fare circolare solo quelle immagini – uguali per tutti, leggi omologazione – per le redazioni. Per cui, prossimamente, vedremo la foto della bellissima Roberta Armani su tutti i settimanali. La stessa, of course. Ma dove sta il valore aggiunto? Fatto il compitino si sta tutti più tranquilli?
Io non sono d’accordo. E comunque internet oggi è una realtà, ma non solo: anche i blogger lo sono. Questi stilisti dovrebbero raggiungerci nel 2010 e imparare a dialogare con noi o se non sono in grado di farlo, dovrebbero avere persone preparate nel farlo – la polizia usa spesso ex hacker per scovarne di nuovi -. Bene: consultateci. Parlate con noi.
Miuccia, Frida, Giorgio &Co: parlo a voi. DIALOGHIAMO
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