Archivi delle etichette: New York

Katie Holmes lascia indossare alla figlia Suri il rossetto all’asilo

13 set

Photo Celebitchy

Io sono una mamma e sono molto intransigente. Ammetto che non tollero quei genitori che per giustificare la propria debolezza e incapacità di educare i figli si nascondono dietro il seguente alibi: “Sai, lei/lui ha il suo carattere. Non puoi importi”. Se un bambino di 3/5/7 anni riesce a fare ciò che desidera, il genitore, pur essendo presente fisicamente, è assente sugli altri fronti. Questa riflessione la condivido con voi perché sono inorridita nel vedere la foto qui sopra di Suri Cruise con la madre Katie Holmes all’uscita dall’asilo – a giudicare dall’espressione della signora che compare nella foto, lo spettacolo deve essere stato più raccapricciante dal vivo -. Si nota con estrema facilità come la figlia, che viene spesso descritta dai giornali come una bambina dotata di un caratterino “che te la raccomando”, indossi un rossetto rosso – lo stile, è una via di mezzo tra l’emu e il grunge  chic -.  Va bene che parliamo di star di Hollywood, ma il caldo dei riflettori e i flash delle macchine fotografiche non possono inibire l’uso dei neuroni. (Fonte: Celebitchy.com)

Collezione pre-fall 2011 Calvin Klein Collection

12 dic

Francisco Costa , direttore creativo di Calvin Klein, ha presentato la collezione Pre-Fall 2011 con 19 look che presentano una donna dalla silhouette sportiva, ma al contempo sofisticata, metropolitana e struttura. Abiti morbidi, sensuali, persino languidi, tuttavia informali e disinvolti, pur mantenendo ovunque una precisione e il tipico sex appeal del marchio. Le texture variano dal crèpe, alla flanella di cashmere e  seta/lana double-face, nonché shearling, pelle e tocchi di camoscio per una maggior volume. I colori, invece, che prevalgono sono il felce, il nero e l’ iris che contrastano con il bianco fumo, mentre i toni naturali di dalia, tuscany e garofano
funzionano sia di giorno sia di sera.

Ph. Santiago

Ph. Santiago

Ambra Medda apre la sua agenzia a New York

8 dic

Da brava cosmopolita qual è ha optato per la Grande Mela. Lo avevamo già anticipato – per subodorazione – e avevamo visto giusto. Ambra Medda, musa dei creativi, ed ex direttore di Design Miami, ha inaugurato la sua nuova attività di consulente creativa lanciando la sua sigla: AMO – Ambra Medda Office -. Sentiremo parlare ancora di lei e dei suoi progetti. Non abbiamo dubbi

Lanvin per H&M @ New York featuring Anna Dello Russo

21 nov

Non ci sono molte parole da dire. Guardate le immagini

Calvin Klein: collezione p/e 2011

17 set

Ha sfilato a New York nella settimana della moda la collezione p/e 2011 di Calvin Klein Collection. La proposta è quella di abiti sensuali che accompagnano le curve sinuose del corpo pur rimanendo indossabili e disinvolti. Le palette di colori coinvolgono il nero, bianco, blu, panna.  Io li trovo molto sexy, ma eleganti. Giudicate voi.

LAMERIKANO Gestione dell’emergenza

26 mag
A New York qualche anno fa sono state ammazzate alcune migliaia di persone in un attentato, qui no. In quel medesimo evento sono stati abbattuti due dei più imponenti grattacieli del mondo, a colpi di Boeing 747. La promessa di chi ha compiuto quel gesto è che ce ne sarebbero stati altri. E nessuno ha ritirato la parola. In Italia, da Milano a Crotone, per controllare i movimenti dei gruppi di tifosi che vanno alle partite di calcio si mobilitano battaglioni antisommossa, la cui sola presenza spaventa invece che placare, incita invece che gestire. Un mese fa un’autobomba è stata posizionata in Times Square, nel centro di New York. L’attentato è stato sventato. L’incrocio, uno dei più trafficati e noti del mondo, è stato chiuso il tempo di disinnescare l’ordigno, e così le fermate della metropolitana. A sera si poteva circolare. Nessuna scena di panico, solo l’intervento di una squadra di artificieri e della polizia per mettere in sicurezza l’area durante l’operazione. La chiamano “calma efficiente e reazione composta”. Credo che qualcuno di noi dovrebbe andare lì a imparare.

LAMERIKANO: Cinquecento

5 mag
Non voglio sembrare uno che ama eccessivamente il cibo, ma è evidente che si tratti di un tema di comune interesse. Non passa giorno in cui possiamo permetterci di evitarlo, e natura e cultura hanno fatto sì che il senso del gusto rivestisse un ruolo primario nelle nostre scelte, che sono legate alla soddisfazione personale tanto quanto alla sopravvivenza. E proprio perché viviamo in un mondo di esseri che non patiscono la fame, mangiare è divenuto un atto ancora più significativo. Il senso che si porta dietro è di identità, socialità, gratificazione e comunicazione. Il turista, ad esempio, ricorderà con un vigore particolare gli aromi e i sapori dei singoli paesi che ha la fortuna di visitare. È per questo che andiamo fieri della cucina italiana, ricaduta di millenni di sapiente uso delle materie prime più varie e preziose. Ed è per questo che una città che abbia molti ristoranti dove si cucini bene è quasi sempre una città dove si vive bene. Sono poche le città che hanno più di cinquecento ristoranti italiani. Tra queste c’è New York.
Stefano D’Andrea

LAMERIKANO:Amare una città

29 apr
La Grande Mela vista da Stefano D’Andrea

 
Sono parecchi coloro i quali nei secoli si sono spostati dalla campagna per andare a trovare fortuna in città, ovunque nel mondo. I grandi centri urbani crescono e si sviluppano grazie all’attitudine con la quale questo fenomeno accade. Conosco bene Milano e non è stata fortunata, in questo senso. Ha ricevuto troppo poco amore. Ci sono nato e so che la maggior parte di chi ci viene a studiare, a lavorare, a vivere, sente di avere avuto la necessità di farlo, non l’opportunità o la voglia. E spesso canta nemmeno troppo nascostamente la propria realtà lontana, luogo dove tornare per sfuggire al meteo sempre avverso, all’ansia, alla confusione, al cemento, allo stress, al rumore, alle sollecitazioni. Io queste persone le odio. Non è attraverso questo modo che sono cresciute le grandi metropoli. È nutrendosi di Desiderio, di Amore e di Ambizione che New York è diventata il gigante che è, ed è per questo che non c’è bisogno di parlare un dialetto locale per dirsi newyorkesi, ma basta averla scelta, finché morte non vi separi.

Stefano D’Andrea

LAMERIKANO Notorietà

21 apr

Bjork fotografata da Stefano D'Andrea a New York

Che la notorietà non sia di per sé un Valore è evidente a tutti gli esseri dotati di raziocinio. Chiunque incontri una persona famosa, tuttavia, sarà subito spinto a considerare il momento come significativo. Forse nel passato Parigi o Roma hanno conosciuto una simile forza, ma è chiaro che da anni New York sia il maggior ricettacolo di uomini e donne universalmente conosciuti. Un effetto estremamente positivo che la sovrabbondanza fa, in questo caso, è distruggere l’alone di “grandezza” del singolo personaggio, lasciandolo così scivolare serenamente in una più sopportabile (per tutti) normalità. Ecco quindi che trovarsi a guardare la vetrina di un negozietto di mobili di seconda mano di fianco a Bjork, nell’East Village, può rivelarsi un’esperienza non troppo degna di nota, se non per il curioso piumino che lei indossa. Se io fossi una persona famosa vorrei andare a vivere a New York. E anche se non lo fossi.

Stefano D’Andrea

LAMERIKANO: Le cose preziose

30 mar

Quando possiedi qualcosa di bello, anche se in piccola quantità, dovresti avere un potente desiderio di conservarlo e goderlo. Noi a Milano abbiamo poco terreno verde, diviso in parchetti e aiuole. I suddetti spazi sono di solito spelacchiati e puzzano. In primavera vivono una piccola festa di fiori stagionali impiantati per decorare, difficilmente per restare. Non ti riconciliano con la natura, semmai ti ricordano sempre ogni giorno la sua lontananza. La forma città è dovunque il luogo dove il patto sociale si mescola al suo meglio con la perdita dell’istinto naturale. Anche New York City è fatta più che altro di cemento armato, vetro e asfalto. Fa parte del suo fascino, è la sua storia. La sua oasi, Central Park, 800mt di larghezza, 4km di lunghezza, non è il posto che può riconciliare l’anima col colore verde. A quel bisogno si usano altre gemme, come quella su cui si affaccia la Public Library: Bryant Park. È un piccolo prato tra i grattacieli, sempre pieno di gente sorridente. Perché non chiedere a loro come fanno a tenerlo luminoso, pulito e pieno di energia? Le cose preziose bisogna saperle trattare, e poi godersele. Se no si vive male. http://www.bryantpark.org/

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